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LE
AREE ASI
Nel territorio della Città del fare sono presenti tre
dei sette agglomerati industriali individuati dal Piano Regolatore
Territoriale dell'Area di Sviluppo Industriale di Napoli.
Localizzati ad Acerra, Caivano e Pomigliano d'Arco, i tre
agglomerati ospitano realtà produttive di rilievo nazionale
ed internazionale (come la Fiat, l'Alenia, la Montefibre,
la Cirio e la Sagit), al fianco delle quali si va lentamente
configurando un tessuto di piccole e medie imprese. Esiste
poi una discreta disponibilità di lotti ancora da assegnare,
in parte anche già infrastrutturati.
L'ASI di Acerra si estende
su una superficie complessiva di 2.601.000 mq. (di cui 2.368.000
destinati a lotti industriali) ed è occupata per circa la
metà dagli impianti dell'azienda chimica Montefibre.
L'ASI di Caivano,
concepita in forte relazione con l'area di Marcianise, ha
un'estensione territoriale di 2.930.000 mq. (di cui 2.285.000
riservati all'insediamento di attività produttive) e ospita
numerose imprese operanti nel settore metalmeccanico, chimico
e, soprattutto, alimentare: in quest'ultimo settore, la Sagit
è l'azienda più nota.
L'ASI
di Pomigliano d'Arco
si distingue per la presenza degli stabilimenti FIAT e delle
importanti strutture di ricerca e di sviluppo ad essa collegate.
Qui si vanno consolidando punti di eccellenza tecnologica
che qualificano l'agglomerato e lo rendono attrattivo per
le localizzazioni nel settore a tecnologia avanzata. Dei 3.367.000
mq. di superficie totale, 3.040.500 risultano essere destinati
a lotti industriali. Una parte dell'area, quella relativa
al comparto dell'ex Sevel, è interessata da un ampio progetto
di riconversione.
Gli agglomerati interni alla Città del fare sono tutti
efficientemente serviti da una rete di collegamenti viari
piuttosto articolata, che comprende l'Asse di Supporto, l'Asse
Mediano, i raccordi autostradali per la A1 e la A16, ed alcune
strade statali e provinciali.
Il Consorzio ASI, al fine di soddisfare l'esigenza di riqualificazione
e potenziamento delle aree industriali, ha predisposto una
serie di iniziative, che riguardano la realizzazione di:
- interventi per il completamento delle infrastrutturali interne
agli agglomerati;
- servizi collettivi e attrezzature secondarie;
- servizi innovativi e di trasferimento tecnologico alle imprese;
- opere per la riqualificazione ambientale.
I PIP COMUNALI
Tre Comuni della Città del fare - Acerra, Brusciano
e Casalnuovo - hanno predisposto, nell'ambito del territorio
amministrato, specifici Piani di Insediamento Produttivo,
che hanno trovato concrete possibilità di realizzazione
anche attraverso il coinvolgimento del Patto Territoriale.
L'area PIP di Acerra si
estende su una superficie complessiva di 540.000 mq. ed è
suddivisa in zone omogenee con diverse destinazioni: la superficie
edificabile è pari a 286.532 mq. ed è a sua volta ripartita
in 15 aree da lottizzare. Il Patto ha finanziato un progetto
di infrastrutturazione del primo lotto, sito in località Marchesa,
impegnando un contributo di oltre 500mila euro.
L'area
PIP di Brusciano investe una superficie complessiva
di circa 67.000 mq. ed è destinata ad ospitare imprese di
piccole dimensioni ed attività artigianali. Nell'ambito di
questo Piano, il Patto ha finanziato un progetto di ristrutturazione
e costruzione delle infrastrutture relative al primo stralcio
dell'area industriale, attivando un contributo di quasi 1
milione di euro.
L'area
PIP di Casalnuovo, di estensione pari a 115.730
mq., è suddivisa in zone riservate a insediamenti industriali
e ad attività commerciali e direzionali. La principale iniziativa
prevista dal Piano riguarda il progetto di riconversione dello
stabilimento dell'ex biscottificio Colussi a contenitore di
imprese appartenenti al Polo della Moda. Il Patto ha finanziato
parzialmente questo intervento, impegnando un contributo che
sfiora il milione e mezzo di euro.
Considerato che i costi per gli espropri e la infrastrutturazione
di queste aree eccedono ampiamente le capacità economiche
dei Comuni, la loro completa disponibilità si potrà avere
solo quando saranno attivati ulteriori finanziamenti.
Intanto, si prevede che, oltre ad accogliere alcune piccole
imprese che non trovano spazio negli agglomerati ASI, le aree
PIP possano essere utilmente impiegate per la delocalizzazione
delle lavorazioni inquinanti presenti nei centri urbani.
Consulta la carta Aree per le
attività produttive
Cartografia a cura di Maria Cristina Iazzetta
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