La Parrocchia di San Felice in Pincis
La Parrocchia di San Felice in Pincis sorge nell'omonima piazza. Recentemente restaurato, l'edificio si caratterizza per l'ampia ed imponente cupola ricoperta di piastrelle policrome. Della chiesa, che non è più quella originaria, si hanno notizie certe a partire dal 1073 e si sa che si trovava nell'antico rione "Spedale". La facciata, completamente rifatta (prima nel 1876 e poi nel 1932), in stile romanico, presenta un bel portale in marmo bianco con angoli smussati e decoro a dentelli, la cui lunetta che lo sovrasta reca un affresco del Buon Pastore. Il campanile, risalente al XV secolo, è a quattro ordini rastremati che si innalzano su di un alto tamburo di forma ottagonale, alleggerito da ampi finestroni centinati, con modanature a rilievo. Al di sopra si slancia la cupola a sesto rialzato. Nella parte centrale della chiesa si aprono, da ambo i lati, quattro archi, di cui due a tutto sesto e due più stretti, rialzati sui piedritti. Lo spazio fra le arcate è occupato da lesene con capitelli compositi, mentre coppie di teste angeliche sovrastano ogni arco. Le due paia di altari laterali sono precedute da cupole (coperte all'esterno da tiburi). La struttura sorge ad una sola navata, con tre cappelle per lato (a croce latina), ma dopo il 1860 viene trasformata a tre navate. Il patrimonio pittorico dell'attuale chiesa comprende un affresco, sulla navata centrale, che raffigura la Liberazione di San Felice dal carcere (1932) e alcune tele dedicate a San Francesco Saverio, a Santa Maria della Stella, a Sant'Anna, a Sant'Antonio di Padova, alle Anime del Purgatorio, a Santa Lucia, e all'Adorazione dei Magi. Particolare significato assume anche la cantoria del 1753, divisa in tre zone da lesene e sorretta da quattro colonne con capitelli che risalgono all'antica chiesa. Altrettanto prezioso è il pulpito in legno del 1842, di forma tondeggiante, con la fronte scompartita in tre riquadri rettangolari. Nel soffitto campeggia un grande affresco raffigurante il Trionfo del SS. Sacramento (opera di Andrea d'Aste), la cui notevole composizione, molto vivace nella cromia degli azzurri e dei rossicci, si adegua perfettamente alla forma stretta e lunga del soffitto.

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