Il
toponimo del Comune
è di origine etrusca: con Acerra si indicava il
termine sacrale "navetta dell'incenso".
Acerra
era storicamente conosciuta per l'insalubrità
dell'aria, infestata dalle sgradevoli esalazioni
provocate dal fiume Clanio e dal suo perenne stato
di impaludamento (che causava anche epidemie di
malaria e di peste). Di Acerra scrive, in questi
termini, persino Virgilio nelle "Georgiche": "vacuis
Clanius non aequus Acerris" ("il Clanio infesto
alla deserta Acerra"). Sembra che proprio per
questo motivo qui vi deportassero prigionieri
di guerra e criminali.
Secondo una tradizione seicentesca,
Acerra sarebbe la patria di Pulcinella perché
città natale sia del sarto Paolo Cinella, presunto
inventore della maschera, sia di Andrea Calcesa,
detto Ciuccio, forse il primo esempio del "tipo
Pulcinella". In realtà, non esiste alcun documento
che possa testimoniare la fondatezza di questa
voce popolare, la quale, invece, ha persino individuato
l'abitazione di Pulcinella, un'antica casa nel
quartiere della Maddalena. Acerra si ricorda di
Pulcinella con una piazza a lui intitolata, una
statua di marmo nel cortile del Castello e una
sezione del Museo del folclore.