BRUSCIANO - Curiosità


L'esame etimologico del toponimo ha dato luogo a due diverse interpretazioni. Secondo alcuni, il nome designava un territorio popolato dalle bisce (in passato questa zona era in gran parte paludosa). L'altra versione ha una connotazione storica: dopo gli Etruschi ed i Sanniti, furono i Romani ad occupare le terre dell'agro nolano e a ridistribuirle tra i veterani delle loro legioni. Sembra che ad un certo Brussius toccò in sorte il territorio che, prendendo il nome dal suo possessore, fu appellato Brusciano.
Appuntamento di grande importanza è, per tutti i bruscianesi, la ricorrenza della festa dei Gigli, celebrata nell'ultima settimana di agosto. Con i fondi raccolti per mezzo di una questua generale, ciascuno dei comitati organizzatori prepara il proprio Giglio (una sorta di gigante obelisco in legno decorato con immagini religiose) che viene poi trasportato in spalla lungo le vie del paese da un centinaio di portatori.
Una valenza profana caratterizza, invece, la celebrazione del Carnevale, considerato in una società agricola come il commiato dall'inverno ed il benvenuto alla primavera. E' usanza locale fabbricare fantocci di rami, simboli dell'inverno, e incendiarli, affinché dalle ceneri possa scaturire un auspicio per la fertilità dei terreni e per il futuro raccolto.


 
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