Fino a pochi anni prima della proclamazione del
Regno d'Italia, il centro fu noto anche con il
nome di Mariglianella d'Arco.
Il Finamore sostiene che tale denominazione sia
ispirata "secondo qualcuno, dall'antico acquedotto
che da Serino porta l'acqua a Napoli. Ma un altro
autore ha fatto notare che il luogo era denominato
su mappe come ad arcum Dianae per la presenza,
evidentemente, di un tempio o di una costruzione
dedicata a Diana". Tuttavia, il Capasso ritiene,
con più attendibili argomentazioni che, all'epoca
del Ducato napoletano, la dicitura "d'Arco" comparisse
proprio in quei toponimi di località situate alle
pendici del monte Somma, sul versante prossimo
all'imponente acquedotto fatto costruire per espressa
volontà dell'imperatore Claudio.
Durante
la festa patronale in onore di San
Giovanni Evangelista, il paese assume un
aspetto particolare, in cui il sacro ed il profano
si uniscono e si confondono. Infatti, per commemorare
il santo che, secondo la tradizione, salvò Mariglianella
dal bombardamento nel corso della seconda guerra
mondiale, oltre ai riti religiosi, si organizzano
in questi giorni una sagra dei dolci tipici ed
una mostra di ricami realizzati dalle donne più
esperte del luogo.