Il Pio Monte dei Pegni

Il Pio Monte dei Pegni è un palazzo che sorge nell'incrocio fra il cardo massimo e il decumano massimo dell'antico impianto romano. Questo fabbricato ha caratteristiche tardo ottocentesche e nulla si conosce della costruzione preesistente: si sa solo che i materiali usati non sono di tipo pregiato, ma tipicamente napoletani, come il tufo e le pietre di piperno. Il portale di accesso presenta una modanatura di tipo rinascimentale con piegature alla base che ne seguono il motivo circolare. La cornice non parte direttamente da terra, ma è sostenuta da un piedritto.
La facciata è assai modesta: i davanzali del primo piano sono costruiti in piperno, privi di modanature, mentre i balconi del secondo piano hanno un pregio più di carattere artigianale che artistico. La funzionalità del palazzo (fondato dal Clero nel 1585 per colpire gli illeciti guadagni degli usurai) è evidenziabile nel primo piano, che è dotato di strette finestre anziché di balconi. Appare credibile l'ipotesi che il Monte dei Pegni custodisse valori e preziosi, per cui si rendeva necessario introdurre delle difese strutturali. Il piano terra è caratterizzato da un androne diviso in due zone da un arco a tutto sesto. Le pareti laterali della seconda zona sono forate da due archi a tutto sesto, al centro dei quali c'è una lesena sporgente che a sua volta contiene una nicchia ad emiciclo. La parete della scala interna, nella zona bassa, è forata da una sequenza di archi tipica delle architetture conventuali (in cui, per problemi di riservatezza, solo nelle parti più alte venivano inseriti archi o finestre, che lasciavano così passare un tipo di luce zenitale). La ringhiera della scala è chiodata e i gradini, con correnti laterali, sono in piperno a masso.

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