Il
Palazzo Castello (o Palazzo Radice)opera
di Michele Manlio di Bitonto (Bari), venuto ad Acerra
nel 1790 in qualità di architetto o capomastro per la
realizzazione dell'attuale facciata del Duomo. Nel progetto
originario, che risale alla fine del XVIII secolo, il
palazzo esprime forme neoclassiche (simmetria, proporzionalità
e regolarità nelle geometrie). Alla fine del XIX secolo,
l'edificio è stato ampliato nella parte posteriore con
l'aggiunta di una nuova corte che ne interrompe la regolarità.
Nel 1900 il palazzo è stato ulteriormente modificato
per realizzare un allevamento di bachi da seta: il terrazzo
è stato coperto con capriate in legno, sono state realizzate
due camere per gli operai e sono stati aggiunti due
corpi per rinforzare la muratura sollecitata dai nuovi
carichi. Un incendio durante la seconda guerra mondiale
ha distrutto la struttura lignea del tetto, che è stata
poi rifatta ad una quota più bassa. In seguito ai danni
provocati dal sisma del 1980, al palazzo sono stati
sostituiti alcuni architravi.
Il
Palazzo Russo Spena
tipico edificio nobiliare a due piani. L'ordinamento
delle finestre e delle aperture in facciate sovrastate
da timpani e cornicioni non è dettato da circostanze
causali o da particolari necessità interne, ma viene
ad essere subordinato all'euritmia dei prospetti. Il
Palazzo si affaccia sulla piazza con sobria eleganza,
con un loggiato coperto, caratterizzato da archi a tutto
sesto. L'armonia delle forme subordinate ad una scultorea
metrica spaziale, esclude particolari suggestioni dovute
a decorazioni cromatiche.
La
Scala dei Carabinieri,
tipica scala del '700, ubicata nel quartiere S. Giorgio.
La struttura, sontuosa se rapportata alla casa urbana
che la ospita, è invece modesta rispetto ai modelli
settecenteschi napoletani. Disposta in modo da non turbare
l'armonia della facciata principale e da non interrompere
la successione delle stanze che costituiscono il reparto
di rappresentanze, essa ha un ampio sviluppo a rampe
rettilinee. Queste partono dall'androne a pian terreno
e arrivano al corrispondente angolo del piano superiore,
offrendo un mirabile esempio di come la scala si possa
inserire nella ordinata successione di parti destinate
al disimpegno della casa senza interrompere la continuità
dello spazio. La scala è rivestita in piperno come la
pavimentazione della chiostrina interna.
Il
Monumento ai caduti, opera
dello scultore Ferrazzano e il busto marmoreo dello
storico statista Gaetano Caporale della seconda metà
del XIX secolo, situati nella vasta piazza del Castello.
La
Cortina muraria della
città, risalente al I-II secolo circa a. C.. La tradizione
vuole che sia stata edificata nel 211 a. C., dopo la
distruzione di Acerra da parte di Annibale; un'altra
ipotesi, formulata dopo gli ultimi scavi, indica come
data di costruzione epoche anteriori al IV secolo a.
C. .